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...lasciatecelo dire, Costa Concordia: cerchiamo di essere lucidi
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19/01/2012 -
Anche se ancora vivo il momento della commozione, e anche quello della rabbia mista a indignazione, per un gesto individuale che ha gettato terrore, morte e fango sul settore più florido del turismo italiano, è anche il momento di guardare ai fatti con mente fredda. Senza mai mancare di rispetto a chi, in questa tragedia, ha perso la vita, ricordiamo anche che oltre 4.000 persone sono state salvate e che un incidente simile non si era mai visto. Per fare un paragone, neanche calzante, in questi giorni i quotidiani hanno dovuto scavare a fondo nella memoria e alla fine citare la tragedia del Titanic o l’Andrea Doria, per trovare un’analogia con quanto accaduto al Giglio. Questo tanto per far capire quanto siano rari gli eventi catastrofici sulle navi da crociera. La vacanza in crociera continua a essere scura e va difesa per le migliaia di persone che lavorano nella compagnie di tutto il mondo, per la serietà degli ufficiali che comandano le navi e che si sono sempre distinti per competenza e serietà.
Compagnie di crociera: trovare insieme un nuovo punto di partenza
Vanno difese e sostenute tutte le compagnie di crociera e da loro, speriamo, possa partire un segnale positivo che accantoni momentaneamente le fisiologiche rivalità per concertare insieme un nuovo punto di partenza. Quello che ora si teme maggiormente è un ulteriore svilimento del mercato con conseguente vendita sottocosto, il che provocherebbe un disastro che nessuno si può permettere di affrontare. Un tavolo comune per ripensare, compatti, a tutto il sistema vacanze forse è necessario, così come è necessario tornare presto alla normalità. Anche perché a rendere tutto ancora più difficile bastano i media che adesso trovano ogni appiglio per denigrare, senza conoscerne la sostanza, tutto ciò che ruota intorno alla crocieristica. Fa male a chi lavora da anni in un giornale trade leggere e ascoltare in tv gente che parla senza nessuna cognizione di causa, che si lascia prendere da allarmismi facili. Si, è vero, si tratta di vacanze, ma non per questo sono meno importanti del resto della quotidianità, non è possibile che la ribalta si debba meritare sono il negativo.
Associazioni e consumatori : sinergia non solo a parole
I prossimi mesi saranno decisivi e senza dubbio i più duri. Le compagnie, tutte, dovranno impegnarsi per veicolare messaggi rassicuranti, i promotori dovranno essere sempre più presenti sul territorio al fianco degli agenti di viaggio il cui compito, tra i tanti, sarà anche quello di far capire che la follia di uno non può e non deve compromettere il lavoro di tanti. Certo, non aiuta, che in questi giorni, le associazioni dei consumatori (nonostante alcune di loro si siano sedute a un tavolo con Astoi ndr) stiano sparando a zero sul settore alimentando un terrorismo psicologico di cui, francamente, nessuno di noi sente il bisogno. Eppure, probabilmente in un eccesso di zelo nei confronti dei propri iscritti, l’Unione Nazionale Consumatori, per voce del suo segretario generale Massimiliano Dona ha tuonato così: “Sussistono i presupposti giuridici per disdire la crociera già prenotata. Il contratto con il quale si acquista una vacanza si fonda sulla legittima aspirazione ad un momento di spensieratezza che è incompatibile con lo stato d’animo nel quale versano coloro che in questi giorni erano in procinto di imbarcarsi su una nave da crociera: per questo quanti si trovassero in questa situazione hanno il diritto di rinunciare al viaggio e di chiedere il rimborso di quanto versato”. Bene ha fatto Andrea Giannetti, presidente di Assotravel a rispondergli in maniera ferma. “Dispiace constatare come in un momento così grave, si prendano iniziative e si diffondano informazioni prive di ogni fondamento sia giuridico che di mercato. Il pur grave incidente alla Costa Concordia non può essere utilizzato per mettere in dubbio l'affidabilità di un'intera classe di navi e addirittura di un‘intera categoria di prodotto. Mettendo così in dubbio anche l'affidabilità di chi è preposto all'omologazione di tali navi. Ma in ogni caso sarebbe come se dopo un incidente aereo - al di là della sua gravità - si dichiarassero tutti i viaggi già prenotati risolti e invitando i consumatori a non volare più. Il prodotto crociera resta uno dei più affidabili e così le navi che svolgono questa funzione. Sostenere atteggiamenti come questi significa dare un colpo ad un settore già in difficoltà nell'ambito del quale il mercato delle crociere rappresenta una boccata di ossigeno. Sono a conoscenza di almeno due prenotazioni di crociere da lunedì scorso ad oggi: ritengo che questo, pur nel suo "piccolo" sia un segnale di maturità da parte dei consumatori”. Un plauso anche alle altre associazioni di categoria, Astoi, Federviaggio, tutte solidali con il settore, compreso l’Enit, che ha dichiarato il suo impegno a favore del comparto.
Tante parole…
E veniamo all’altro argomento che tiene banco, la pratica nautica, da sempre in uso nel Mare Nostrum, “l’inchino”. Adesso è lui il colpevole che rischia di mettere in discussione le rotte di tutte le navi nel Mediterraneo. Cosa c’entra con l’incompetenza di uno cambiare le rotte di tutte le navi? Se dietro a tutto questo c’è il disegno di rivedere completamente tutta la crocieristica nel Mediterraneo come suggerisce l’AITR, allora parliamone, ma non cadiamo dal pero fingendo di non sapere quello che accade al passaggio nei porti delle navi da crociera. Ma insistiamo nel sottolineare che nessuna manovra si è fino ad oggi fatta in scelleratezza, quindi forse, potrebbe essere logico suggerire un maggior controllo degli ufficiali designati al comando, prevedere un’assistenza psicologica a bordo, una legge che imponga, senza se e senza ma, di passare più a largo. Ma basta con lo stuolo di grilli parlanti politici e pseudo tali che adesso urlano allo scandalo e intimano di fermare i colossi del mare. Forse non ricordano che sono gli stessi colossi che danno lavoro a tanti italiani, nel caso specifico anche agli operai dei cantieri navali e che consentono ai turisti stranieri di lasciare sul nostro territorio tanti soldi. Motivi su cui meditare questo brutto episodio ne ha lasciati, speriamo solo che chi ha il potere decisionale sia lucido e sappia guardare oltre alle bieche logiche finto ambientaliste e finto buoniste. E a giudicare da quanto sta accadendo sui social network, gli agenti dimostrano di avere più buon senso di tanti altri. Dalle pagine di Fb, infatti, emerge netta la posizione di solidarietà degli adv con tutte le compagnie di crociera e anche di profondo sdegno per quanti, in queste ore, si stanno recando in agenzia chiedendo crociere a prezzi stracciatissimi. Anche dai to on line specializzati in crociere arrivano conferme della fiducia nelle compagnie, le crociere si continuano a prenotare: un segnale di civiltà che va a salvaguardare la credibilità di un prodotto. Non lasciamoci prendere dal panico. (a.p.)
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