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Lascatecelo dire.... Turismo ballerino

11/05/2012 -
“Il vecchietto dove lo metto”, recitava un motivetto. E sembra che il comparto turismo abbia lo stesso destino: trovare una sua collocazione. Anche se il turismo non è certo un vecchietto, anzi un settore economico con delle indubbie potenzialità moltiplicatrici, se ben gestito…Di fatto, ci risiamo: il Governo è alla ricerca di una nuova collocazione del Dipartimento Turismo con la giustificazione del “ risparmio”e del taglio alle spese, come è stato indicato nell’ambito del decreto di spending review. Ipotesi lanciata ( altra voce circolata una possibile chiusura…)l’accorpamento del Dipartimento al Ministero per gli Affari Regionali. Immediata l’alzata di scudi delle categorie che hanno una lunga memoria di queste scelte, generalmente sempre definite strategiche.
Chiara e lucida la posizione di Astoi Confindustria Viaggi per voce del suo presidente Roberto Corbella che è andato al di là del dibattito su possibili accorpamenti e del gioco dei favorevoli e contrari. “Intendiamo ancora una volta ribadire - ha detto Corbella- che il vero problema è che in questo Paese non si è mai avuto un programma politico chiaro, un piano industriale degno di questo nome per il turismo. In particolare, dal 1993 in poi, dopo la soppressione per referendum abrogativo del Ministero del Turismo, Sport e Spettacolo, abbiamo assistito a uno schizofrenico balletto di competenze che ha visto il passaggio di testimone prima a un Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, poi al Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato, in seguito al Ministero per le Attività Produttive e, infine, all’attuale Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo. Il tutto – ancora Corbella- condito da una sovrapposizione ed una confusione tra competenze statali e regionali in materia, derivata anche dalla riforma del Titolo V della Costituzione”.
Una questione che prende molto spazio in dibattiti e convegni turistici per rimanere, poi, sempre al palo. Secondo Corbella, inoltre, la prova più lampante di questa sovrapposizione di competenze è stata la recente dichiarazione di incostituzionalità di alcuni articoli del Codice del Turismo, voluto dal precedente ministro del turismo Brambilla che “non si sa bene per quale urgenza, non ha preso in considerazione le osservazioni di Regioni e Categorie”. Una stoccata va anche all’attuale ministro Gnudi , di cui effettivamente non è chiara la “ vision”. “Dal giorno del suo insediamento a oggi – ha evidenziato Corbella - non siamo riusciti a cogliere alcun intervento di indirizzo per lo sviluppo del settore. Forse l’ipotesi di accorpamento con gli Affari Regionali potrebbe semplificare la vita all’attuale ministro, ma se non venisse risolto a monte il problema del rapporto con le Regioni, non servirebbe a nulla”. Per concludere: “ Pur essendo d’accordo sull’adozione di misure atte al contenimento dei costi e degli sprechi delle pubbliche amministrazioni, riteniamo che, per un settore da tutti riconosciuto come uno dei pochi che potrebbe ancora svolgere un’importante azione di traino dell’economia del nostro Paese, sia essenziale ed irrimandabile definire una strategia di rilancio. Solo in considerazione dell’attuazione di tale strategia potranno essere, a ragion veduta, tracciate le logiche di una futura governance”.
Perplessità sono state espresse anche dal presidente Federturismo Renzo Iorio che ha puntato il dito sulla necessità del settore turismo “ del rilancio di una forte politica nazionale e visione unitaria. Con l’accorpamento ventilato agli Affari Regionali, si corre il rischio di impedire allo Stato di intervenire concretamente sul settore come invece necessario in questa fase storica” . Parere negativo anche da Fortunato Giovannoni, presidente Fiavet nazionale. “ Con la giustificazione del taglio dei costi - ha dichiarato - si interviene su una leva, il turismo, che può essere volano per il rilancio dell’economia italiana. Già da adesso, promettiamo tutto il nostro impegno contro questa possibilità”. Contrario, e anche un po’ sorpreso, il coordinatore degli assessori al Turismo, Mauro Di Dalmazio, che a nome delle regioni italiane , ha affermato: " Questa idea di accorpamento ci pare in netto contrasto con quanto fatto finora e con il costruttivo clima di collaborazione che si è instaurato tra le Regioni e il Governo. Pensare di rilanciare il turismo nel nostro Paese senza nemmeno un Dipartimento, appare sinceramente difficile. Ma soprattutto in un momento così delicato per il turismo non è condivisibile pensare ad ulteriori tagli. Le Regioni italiane stanno concordando con il ministro Gnudi le azioni e le iniziative da inserire nel Piano Strategico del Turismo. Si tratta di condividere uno strumento di programmazione che per la prima volta traccia le linee di lavoro per un rilancio del turismo nel nostro Paese. Ci aspettiamo dunque un segnale forte di attenzione sui temi del turismo diverso dal passato” .
ester ippolito
(L’articolo appare sul numero 12 (versione cartacea) del 14 maggio)
(L’articolo appare sul numero 12 (versione cartacea) del 14 maggio)
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